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venerdì 2 dicembre 2022

DIRITTO & ROVESCIO

La Corte Suprema di New York reintegra i dipendenti licenziati perché non vaccinati e ordina il rimborso degli stipendi (https://fxn.ws/3VnOWgt).


La Corte Costituzionale italiana con comunicato criptico dove emerge un atteggiamento tra Ponzio Pilato e Azzeccagarbugli, lessico atenico e tutt'altro che giuridico, privo di ogni riferimento Costituzionale, avalla il pregresso obbligo del vaccino anti COVID per sanitari e insegnanti imposto dal D.L. 44/2021.
La maggioranza della stampa italiana, sempre più incapace di fare informazione professionale, diffonde la notizia - falsa - che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo l'obbligo vaccinale anche per gli ultra cinquantenni; argomento questo che invece non è stato assolutamente oggetto di esame e che tocca aspetti giuridici ulteriori oltre a quelli esaminati per l'obbligo vaccinale di sanitari e insegnanti.
La posizione espressa dalla Corte Costituzionale è il certificato di morte dello Stato di Diritto, che possiamo a tutti gli effetti annoverare tra le vittime illustri del COVID-19.
Decisione politica, nulla a che vedere con i principi del diritto!

mercoledì 30 novembre 2022

CORTE COSTITUZIONALE UDIENZA SURREALE SULL'OBBLIGO VACCINALE


Le immagini dell'udienza pubblica tenuta dalla Corte Costituzionale per l'esame della legittimità dell'obbligo del vaccino anti COVID-19 ci hanno riportato indietro nel tempo nel periodo più buio della pandemia: i Carabinieri in servizio nell'aula, i commessi, il personale amministrativo, i giudici, gli avvocati dello Stato tutti con mascherina FFP2.

 Eppure l'emergenza sanitaria è terminata il 31 marzo e l'obbligo di mascherina attualmente è rimasto solo nelle strutture sanitarie. L'uso della mascherina, poi, è consentito ai fragili; è forse possibile che tutto l'apparato della Corte Costituzionale sia fragile? Certo che no! E allora è evidente che ci troviamo in un ambito condizionato, ove probabilmente mancano i presupposti per la serenità del giudizio che è condizione necessaria dell'imparzialità richiesta ad ogni giudice. Oggi si respirava la spiacevole sensazione dell'incompatibilità ambientale ...

Paradossalmente nel sancta sanctorum del diritto si profana lo stesso, tenendo comportamenti in violazione del divieto di mascheramento sancito dall'art. 85 TULPS ... Triste immagine di quello che un tempo era il consesso di massima espressione dello Stato di Diritto!

giovedì 15 settembre 2022

D'Alberti giudice costituzionale, No grazie!

Marco D'alberti, professore emerito di Diritto Amministrativo all’Università La Sapienza di Roma,  è sicuramente giurista di indiscutibile preparazione ed esperienza. La sua grande capacità l’ha portato a ricoprire nel tempo incarichi di altrettanto prestigio e responsabilità; attualmente è Consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio, sotto il Governo Draghi, e Consigliere superiore della Banca d’Italia.

Il Presidente della Repubblica l'ha nominato quale neo Giudice Costituzionale in sostituzione del Presidente Giuliano Amato, giunto a scadenza del mandato novennale.
Un giudice costituzionale, oltre a dover essere giuridicamente preparato, deve essere imparziale e scevro da ogni condizionamento. Ma non meno importante è l’immagine di indipendenza che egli deve trasmettere, dovendo stare al di sopra di ogni potenziale sospetto.

Il 29 novembre prossimo la Corte Costituzionale ha calendarizzato l’udienza sulla legittimità o meno dell'obbligo vaccinale imposto dal Governo Draghi, sostenuto dalla più ampia maggioranza della storia Repubblicana, estesa dalla Lega al PD e formata da tutti i partiti presenti in Parlamento con l’esclusione solo di FdI.

Sarebbe non poco imbarazzante per il neo nominato prof. D’Alberti giudicare sulla legittimità costituzionale del D.L. 44/2021 sul quale quasi certamente, in qualità di consulente giuridico del Presidente del Consiglio, sarà intervenuto nella stesura della norma e nelle successive e molteplici sue variazioni. Sul periodo COVID-19 e sulla sua ignobile legislazione d'urgenza, che ha diviso gli italiani  e massacrato la nostra economia, il giudizio costituzionale deve essere il più possibile sereno e scevro da condizionamenti anche solo sospettati.

Al Prof. Marco D’Alberti, al quale non possono non essere riconosciuti i primi 2 requisiti innanzi richiamati - capacità e indipendenza - manca assolutamente e non per sua colpa, ma bensì per il suo brillante cursus professionale, il terzo requisito, quello più visibile al popolo, ossia l’essere al di sopra di ogni sospetto di condizionamento.

Il Prof. D’Alberti proprio in forza della sua capacità e bravura dovrebbe dire al Presidente della Repubblica Italiana, politicamente miope e sordo, no grazie!