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venerdì 2 dicembre 2022

DIRITTO & ROVESCIO

La Corte Suprema di New York reintegra i dipendenti licenziati perché non vaccinati e ordina il rimborso degli stipendi (https://fxn.ws/3VnOWgt).


La Corte Costituzionale italiana con comunicato criptico dove emerge un atteggiamento tra Ponzio Pilato e Azzeccagarbugli, lessico atenico e tutt'altro che giuridico, privo di ogni riferimento Costituzionale, avalla il pregresso obbligo del vaccino anti COVID per sanitari e insegnanti imposto dal D.L. 44/2021.
La maggioranza della stampa italiana, sempre più incapace di fare informazione professionale, diffonde la notizia - falsa - che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo l'obbligo vaccinale anche per gli ultra cinquantenni; argomento questo che invece non è stato assolutamente oggetto di esame e che tocca aspetti giuridici ulteriori oltre a quelli esaminati per l'obbligo vaccinale di sanitari e insegnanti.
La posizione espressa dalla Corte Costituzionale è il certificato di morte dello Stato di Diritto, che possiamo a tutti gli effetti annoverare tra le vittime illustri del COVID-19.
Decisione politica, nulla a che vedere con i principi del diritto!

mercoledì 30 novembre 2022

CORTE COSTITUZIONALE UDIENZA SURREALE SULL'OBBLIGO VACCINALE


Le immagini dell'udienza pubblica tenuta dalla Corte Costituzionale per l'esame della legittimità dell'obbligo del vaccino anti COVID-19 ci hanno riportato indietro nel tempo nel periodo più buio della pandemia: i Carabinieri in servizio nell'aula, i commessi, il personale amministrativo, i giudici, gli avvocati dello Stato tutti con mascherina FFP2.

 Eppure l'emergenza sanitaria è terminata il 31 marzo e l'obbligo di mascherina attualmente è rimasto solo nelle strutture sanitarie. L'uso della mascherina, poi, è consentito ai fragili; è forse possibile che tutto l'apparato della Corte Costituzionale sia fragile? Certo che no! E allora è evidente che ci troviamo in un ambito condizionato, ove probabilmente mancano i presupposti per la serenità del giudizio che è condizione necessaria dell'imparzialità richiesta ad ogni giudice. Oggi si respirava la spiacevole sensazione dell'incompatibilità ambientale ...

Paradossalmente nel sancta sanctorum del diritto si profana lo stesso, tenendo comportamenti in violazione del divieto di mascheramento sancito dall'art. 85 TULPS ... Triste immagine di quello che un tempo era il consesso di massima espressione dello Stato di Diritto!

martedì 1 novembre 2022

FINE DELL' OBBLIGO VACCINALE PER I SANITARI. Necessario ora fare chiarezza a 360 gradi sulla gestione della pandemia

Il neo Governo di centro-destra, che esprime per la prima volta nella storia d'Italia un Presidente del Consiglio donna, Giorgia Meloni, nel suo primo atto normativo ha riportato la sanità italiana alla dovuta normalità post epidemiologica da COVID-19. 

L’art. 7 del Decreto Legge 162 del 31/10/2022 ha posto fine con il 1° novembre al discriminatorio obbligo di vaccinazione a cui dovevano sottostare gli operatori sanitari, nonché gli addetti amministrativi di tali strutture fino alla fine del corrente anno.

Nel giorno dei morti, 2 novembre, resuscita la sanità italiana, che riapre le porte delle sue strutture ai tanti operatori di cui si era privata, paradossalmente nel momento dell'emergenza e dunque della maggiore necessità. 


Con incredibile miopia politica quello che doveva essere il governo dei migliori, dei tecnici guidati da Mario Draghi,  nell'affrontare la guerra pandemica anziché schierare al fronte tutte le sue truppe - nel caso di specie i sanitari - ne ha mandate una parte a casa,  creando non poco disservizio, per usare un eufemismo, alla popolazione; poi con ritardo colpevole ha tentato la sostituzione del personale sospeso con sanitari stranieri non sufficientemente qualificati, con costi abnormi per le casse pubbliche, dal doppio al quintuplo rispetto al personale in ruolo.


Il disastro, creato dall'obbligo vaccinale, nella sanità italiana non finirà purtroppo con la cessazione dell'obbligo vaccinale, ma sarà necessaria anche una profonda revisione dei criteri di sbarramento all’accesso dei percorsi delle professioni sanitarie.  E’, infatti, evidente la sottostima dei numeri del personale sanitario necessario al paese, che ora paga una carenza di personale che sarà destinata ad aumentare ancora nei prossimi anni, poiché la revisione dei meccanismi di accesso all'università, anche se attuati nell'immediato, avranno beneficio solamente dopo il periodo necessario al completamento del percorso di studio delle nuove matricole. 


Se è vero che la maggior parte dei sospesi aspettavano questo momento dell’abolizione dell’obbligo vaccinale per poter riprendere il lavoro e ritrovare la  dignità della retribuzione,  molti tuttavia non rientreranno, vuoi perché amareggiati dal trattamento ricevuto, vuoi perché obbligati per sopravvivere ad approdare ad alternative lavorative, scoperte poi migliori di quelle lasciate. A quanti riterranno di non riprendere il servizio non saranno necessarie le dimissioni, le quali comportano comunque l'obbligo di lavorare il periodo di preavviso, pena la trattenuta retributiva per il periodo equivalente omesso. A costoro sarà, infatti, sufficiente ignorare ogni comunicazione aziendale, attendendo che il datore di lavoro proceda al loro licenziamento. Per rientrare al lavoro non sarà, invece, necessario attendere alcuna comunicazione formale, poiché le modifiche legislative ora introdotte fanno decadere ogni provvedimento sospensivo. Coloro i quali svolgono attività con orario turnante, in assenza di indicazioni aziendali, dovranno comunicare per iscritto al datore di lavoro la loro messa a disponibilità.


L'encomiabile tempestività con cui il Governo Meloni ha affrontato la questione “sanitari obbligo vaccinale” è la probabile causa dell’evidente dimenticanza di intervenire anche sull’articolo 1 bis, comma 1 bis, del D.L. 44/2022,  il quale impone sino al 31/12/2022 l'ignobile e inumano divieto di visita ai degenti delle RSA per coloro i quali non dispongano di certificazione verde covid-19. Sempre l’art. 1 bis, ai commi 1 sexies e 1 sexies.1, impone la medesima restrizione di accesso - possesso di certificazione verde covid-19  - ai visitatori dei reparti di degenza delle strutture ospedaliere. È evidente che tali obblighi, venendo meno l’obbligo vaccinale ai sanitari, non sono più coerenti con il contesto ed è auspicabile che la dimenticanza venga quanto prima rimediata con apposita modifica normativa.

Altro aspetto che dovrà affrontare con altrettanto urgenza il Governo Meloni è l’assurda procedura sanzionatoria avviata Agenzia delle Entrate in applicazione dell’ indiscriminato obbligo vaccinale imposto agli ultracinquantenni dall’articolo 4 sexies del D.L. 44/2021, introdotto dal D.L. 1/2022. Infatti, dopo l'invio della “Comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio” è auspicabile un provvedimento legislativo che blocchi la procedura, al fine di evitare che con la notifica delle sanzioni si inneschino centinaia di migliaia di ricorsi innanzi al Giudice di Pace,  creando così un sovraccarico di tale ufficio giudiziario già in condizioni operative critiche e al limite del collasso.



L’art. 7 del D.L. 162/2022, segna sicuramente il cambio di marcia dello Stato italiano nella gestione della pandemia e degli obblighi vaccinali. Prima, però, di archiviare, tale triste pagina della storia nazionale, dovrà essere fatta chiarezza a 360 gradi sulla gestione della pandemia, per rispetto in primis delle vittime del COVID-19 e della sua sciagurata gestione, nonché per rispetto della scienza e dello Stato di diritto. 

Dovrà essere istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta che faccia luce sui divieti e gli obblighi imposti a colpi di DPCM  e decreti legge, da un potere esecutivo che per due lunghi anni ha sistematicamente violentato la Costituzione e tutte le libertà da essa riconosciute al Popolo, che ha usurpato il potere legislativo del Parlamento, condizionato quello giudiziario della magistratura, operando con l'avallo silente Presidente della Repubblica.


Rimane poi ancora da definire tutta la vicenda delle sospensioni dal lavoro e dei riflessi retributivi e contributivi subiti dalle tante categorie di lavoratori, che nel periodo della pandemia hanno dovuto subire la furia vaccinatrice e sanzionatoria del governo Draghi.

E in proposito un appuntamento importante sarà a fine novembre, quando la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulle tante questioni di legittimità del decreto legge 44/2021 sollevate dai vari Tribunali e TAR. 


Ulteriore strascico dell'infausta epopea vaccinale dovrà poi essere scritto molto probabilmente anche dalla Corte dei Conti rispetto alla gestione del denaro pubblico, impiegato in maniera molto disinvolta nell’effettuare acquisti di presidi sanitari da aziende costituitesi solo qualche giorno prima della commessa milionaria conseguita, distribuito generosamente agli organi di informazione, erogato per l’incentivazione dei medici vaccinatori, speso per assumere operatori sanitari stranieri a gettone,  utilizzato per acquistare importanti stock vaccinali poi lasciati scadere. 


La partita dell'obbligo vaccinale non può dunque dirsi ancora completamente chiusa sino a quando non verranno ricostruite le dinamiche di tale furia vaccinatrice che ha avuto pochi tristi uguali precedenti nella storia dell’umanità.


mercoledì 8 dicembre 2021

IL GOLPE BIANCO DI DRAGHI E LA MORTE DELLO STATO DI DIRITTO

Il governo Draghi dal suo insediamento, avvenuto lo scorso febbraio, ha violato reiteratamente la Costituzione, privando molta parte dei cittadini del diritto al lavoro e del diritto ai mezzi di sostentamento; reprimendo la libertà di cure mediche con l'imposizione di terapie mediche continuative in fase sperimentale (autorizzazione condizionata rilasciata dall'EMA); imponendo il ricatto del vaccino per lavorare e partecipare alla vita sociale. 

Il Parlamento nell'anno 2021 ha approvato 202  atti normativi, ma solamente 9 sono riconducibili all'iter parlamentare legislativo delle leggi ordinarie; tutti gli altri atti sono conversioni di provvedimenti emanati dal Governo o delega allo stesso a sostituirsi al Parlamento nella funzione legislativa. Il Parlamento nella storia dell'Italia repubblicana non è mai stato così oltraggiato, espropriandolo dei suoi poteri legislativi al punto di renderlo fisicamente vuoto e politicamente inutile.

Il Presidente della Repubblica somiglia sempre più all'ex Re d'Italia Vittorio Emanuele III, che avallò la fine del parlamentarismo per oltre quattro lustri nell'Italia degli anni venti del secolo scorso.

La magistratura nella sua componente inquirente è totalmente assente dallo scenario politico, nonostante le gravissime violazioni costituzionali sistematicamente perpetrate dall'azione del Governo Draghi.

Il Presidente del Consiglio Draghi, il Ministro della Salute Speranza e il Ministro dell'Interno Lamorgese hanno negli ultimi sei mesi attuato una costante azione di soffocamento della vita sociale, dell'ordinamento democratico e dello Stato di diritto, disseminando – complici asserviti organi di stampa -  terrore e divisione nel popolo italiano.

La scienza è stata commissariata dal potere politico, il quale con il pretesto di un virus - il Sars-Cov2, che provoca la malattia denominata COVID-19 la cui letalità è stimata al doppio della usuale influenza stagionale – ha instaurato un regime incostituzionale di limitazioni dei diritti e delle libertà, subordinandoli al ricatto vaccinale.

L'ultima violenza morale, oltreché costituzionale, del Governo Draghi è stata privare del Natale e delle festività di fine anno gli oltre 7 milioni di italiani, che hanno deciso di non sottostare al ricatto di un vaccino, che lo Stato non ha reso obbligatorio, non volendosi assumere responsabilità risarcitorie, ma a cui condiziona l'accesso ai luoghi di lavoro, alla vita sociale, ai mezzi di trasporti. Con l'ennesimo atto di follia normativa il Governo Draghi ha decretato l'ostracismo sociale dal 6 dicembre al 15 gennaio per i non vaccinati,  ai quali  – in violazione di ogni principio di diritto, nonché della stessa normativa europea relativa ai vaccini contro il COVID-19 – sono preclusi l'accesso a cinema, teatri, locali da ballo, eventi sportivi, nonché ai bar e ai ristoranti, luoghi questi ultimi nei quali, invece, i cani sono ammessi!

Finirà anche questa follia; la storia presenta sempre il conto ai suoi violentatori, è solo una questione di tempo!

martedì 14 settembre 2021

Green Pass - La variante italiana tra bugie e contraddizioni, attendendo la sua disapplicazione per violazione del diritto europeo e dei principi costituzionali

Il Governo talebano - lapsus: leggasi italiano - ha ulteriormente  aggravato le restrizioni alla libertà di circolazione e alla dignità della persona, estendendo dapprima con il  D.L. 111 del 06/08/2021 anche al personale scolastico dal 1° settembre l’obbligo della Certificazione verde COVID-19, il cosiddetto Green Pass, per poter svolgere la propria attività professionale e ora con il D.L. 122 del 10/09/2021 a chiunque acceda alle scuole dai genitori, ai manutentori, al personale delle refezioni scolastiche.

 

L’obbligo, inoltre, è stato esteso anche alle mense aziendali da una nuova quanto improbabile fonte giuridica, priva di ogni legittimazione costituzionale, quali sono le FAQ pubblicate sul sito del governo. Nella violazione ormai totale di regole e principi giuridici assurgono fantasiosamente a fonte di diritto anche le cosiddette Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ, che sono letteralmente le "domande poste frequentemente". In base a tali anonimi scritti Amministrazioni pubbliche ed aziende private hanno ora  imposto l’obbligo del Green Pass al proprio personale per accedere alle mense aziendali. E’ stata così archiviata e scavalcata la circolare del Ministero dell’Interno del 5 agosto in cui si precisava che per l’accesso alle proprie mense interne non vi era obbligo di Green Pass,   essendo sufficiente il rispetto dei protocolli e delle linee guida per prevenire il contagio. Nel nuovo ordinamento giuridico emergenziale gli atti amministrativi quando servono allo scopo - DPCM - derogano ai principi costituzionale, quando invece sono politicamente disallineati vengono scavalcati da anonimi comunicati WEB.


Le nuove illegittime misure del Governo “Si-Vax” mi inducono a riprendere argomenti già affrontati, nella disamina del D.L. 44/2021, che ha imposto l’obbligo di vaccinazione agli esercenti le professioni medico-sanitarie, e nell’approfondimento del D.L. 105/2021 che ha imposto il Green Pass quale condizione per l'accesso ai servizi di ristorazione e alle attività culturali, sportive e di intrattenimento. Il Green Pass, istituito a livello europeo dal Reg. UE 953/2021, è stato completamente stravolto nell’applicazione italiana, che da funzione di agevolazione negli spostamenti tra Stati l’ha fatto diventare strumento di discriminazione.


Violazione dei principi dello Stato di diritto e deresponsabilizzazione -  A tali nuove discriminazioni, comportanti gravi limitazione alla libertà personale e di circolazione, nonché alla dignità della persona, si addicono tutte le considerazioni giuridiche (violazioni della Costituzione, dei Regolamenti europei, del Codice della Privacy, dei diritti giusnaturali di libertà e dignità della persona umana) già svolte affrontando i precedenti argomenti innanzi richiamati. 

Lo Stato non potendo introdurre un obbligo vaccinale, poiché non vi sono i presupposti di certezza scientifica richiesti dall’art. 32 della Costituzione, così come costantemente richiamati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale nelle sue pronunce in materia di trattamenti sanitari obbligatori, ha imposto ai non vaccinati una serie di pesantissime limitazioni alla loro libertà personale e di circolazione, al loro diritto al lavoro, al loro diritto all’istruzione, ecc.. 

Il Rapporto pubblicato il 13/03/2021 dall'I.S.S. e redatto insieme a Ministero, A.I.FA. e I.N.A.I.L. mette in chiara evidenza la totale sperimentalità dei vaccini e le conseguenti incertezze che li accompagnano. Nel caso dei Vaccini anti COVID-19 le sperimentazioni forniscono dati interlocutori, sommari e non definitivi, e nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione l’introduzione di un obbligo vaccinale non è possibile nemmeno per categorie determinate e circoscritte. E’ appena il caso di sottolineare che le garanzie costituzionali sono generali e non ammettono deroghe.

L’autorizzazione dell’agenzia europea del farmaco (EMA) ai vaccini Anti COVID-19 è “condizionata” (CMA), ossia limitata a un anno con possibilità di rinnovo e attribuisce ai produttori ogni responsabilità del prodotto e del suo uso. A tal proposito va evidenziato che tale principio è stato derogato dai contratti di acquisto sottoscritti dalla UE  e dai vari Stati per l’acquisto dei vaccini, essendo state le case farmaceutiche esonerate da ogni responsabilità risarcitoria per ogni effetto del vaccino. A completare il quadro della deresponsabilizzazione vanno aggiunti gli artt. 3 e 3bis del D.L. 44/2021, che ha introdotto una scriminante per i sanitari che somministrano i vaccini.


Ora più che un'analisi giuridica è forse necessaria un’analisi incentrata sul buonsenso o se si preferisce sul senso logico di tali misure emergenziali - in particolare ora il Green Pass - che hanno decretato la sospensione di diritti, in violazione di principi e norme dell’ordinamento giuridico nazionale, europeo ed internazionale. 

Lasciando in disparte - per questa volta - codici e ragionamenti giuridici, alcuni macro esempi concreti possono forse meglio dimostrare l’assurdità delle norme liberticide e discriminatorie, che impongono il Green Pass nella versione italiana, antitetica allo spirito europeo istitutivo della Certificazione Verde COVID-19.


La bugia dell’ambiente protetto - Il “lasciapassare” come notorio è rilasciato ai soggetti che sono vaccinati, con validità di nove mesi, a coloro che  sono guariti dal COVID-19, con validità sei mesi, a quanti sono risultati negativi al virus da SARS-COV2 al Test del tampone, con validità di 48 ore. La motivazione ufficiale sottostante al “lasciapassare” è garantire ambienti sicuri esenti da virus. La motivazione è assolutamente falsa, in quanto priva di qualsiasi base scientifica. E’, infatti, notorio che sia i vaccinati, sia i guariti  dal COVID-19, pur possedendo gli anticorpi specifici contro l'infezione da Sars-COV 2, possono nuovamente contagiarsi e trasmettere la malattia (v. AIFA, Rapporto I.S.S. del 13/03/2021); gli unici, pertanto, che garantiscono la certezza - per 48 ore - di non essere portatori del virus sono esclusivamente i soggetti sottoposti a tampone. Sarebbe sufficiente già soltanto questa considerazione per far capire la pretestuosità, nonché inutilità dell'imposizione del GreenPass nella formulazione imposta dal governo italiano. 


Le Contraddizioni - Altra contraddizione evidente è la richiesta del Green Pass agli avventori e non a quanti prestino servizio nei settori in cui il “lasciapassare” è condizione di accesso;  è evidente che il personale delle strutture di ristorazione, degli impianti sportivi,  dei siti museali  possono essere potenziali portatori del virus, con il quale contagiare i soggetti muniti di Green pass, stante che lo stesso non dà ovviamente alcuna garanzia di immunità al contagio. Il Green Pass, inoltre, non è richiesto per salire sull’affollatissimo trasporto pubblico locale (bus, tram, metropolitana), che in un anno e mezzo di pandemia non è stato oggetto di nessun intervento di potenziamento;  medesimo destino e altrettanto ignorati i posti letto delle terapie Intensive, che dopo vent'anni di tagli non hanno avuto in questo anno e mezzo i necessari potenziamenti richiesti dalla situazione emergenziale. L’onere di combattere l’emergenza sanitaria in sintesi è stato addossato esclusivamente sulle spalle dei cittadini e delle imprese, a costoro è stato chiesto di chiudere le attività, di restare a casa, di mantenere il distanziamento interpersonale, di rinunciare agli affetti, di sospendere la libertà di professare la propria religione, ecc..


Altro esempio lampante delle contraddizioni del Green Pass è la presunta introduzione del suo obbligo per accedere alle mense aziendali, dove si ritrovano gomito a gomito i colleghi, che lavorano nel medesimo reparto, nel medesimo ufficio o che condividono il medesimo automezzo, essendo di però poi loro precluso l'accesso al servizio di mensa. Il Green Pass serve solo per accedere alla mensa e non è richiesto per espletare l’attività lavorativa, eccezion fatta per l’illegittima imposizione introdotta dal D.L. 111/2021 e dal D.L. 122/2021 nel comparto scolastico. E per rimanere nelle contraddizioni più evidenti il Green Pass non è necessario per le accedere al Parlamento italiano, dove l’assembramento nelle aule di Camera e Senato, nonché delle Commissioni è notorio! 


Il Green Pass è pure preteso per gli studenti universitari, anche quando non vi è obbligo di frequenza!


E poi chi non ricorda che nelle zone in area gialla il servizio di bar poteva essere svolto solo al tavolo, essendo precluso al bancone, che ora, invece, è consentito per coloro i quali non dispongono del Green Pass, essendo loro precluso il servizio al tavolo! E poi ancora, chiusi da un anno i locali da ballo, ove sembra ben difficile mantenere la distanza interpersonale minima di un metro, ma piazze gremite per festeggiare la vittoria degli azzurri agli europei di calcio, per non parlare della calca sulle spiagge o sul trasporto pubblico urbano.


Queste le contraddizioni più macroscopiche, tra le tante altre che ognuno può rilevare, in questa folle assurdità del Green Pass nella variante italiana.


La discriminazione - Il Green Pass, così come riformulato dall’Italia e dalla Francia, è uno strumento illegittimo ed illecito di discriminazione e penalizzazione utilizzato per indurre i cittadini a vaccinarsi, non potendo i governi imporre un obbligo di legge per la vaccinazione anti COVID-19, stante il carattere di sperimentalità dei vaccini stessi. Il Green Pass con un falso scientifico di fondo mira a dividere in due la popolazione,  dando l'illusione ai suoi detentori di possedere un “lasciapassare” - a scadenza - e di rientrare in una categoria di virtuosi minacciata da quella parte di popolazione che esprime in coscienza e libertà il diritto di non sottoporsi ad una sperimentazione di cui non si conoscono, né la durata della copertura, né la rispondenza alle varianti del virus già in circolazione, né gli esiti e le conseguenze nel futuro. Eloquenti in proposito le informazioni contenute nella nota informativa al vaccino  “non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza”.


È ancora più grave, in conclusione, è che tutto ciò avvenga non solo violando i già sopra richiamati principi del diritto, ma anche ignorando che le agenzie del farmaco - l’’EMA europea e poi l’AIFA italiana -  abbiano dal 7 di agosto definito i nuovi protocolli di cura per il virus Sars COV 2,  dando di fatto una alternativa alla vaccinazione per combattere l'insorgenza della malattia COVID-19 con l’utilizzo tra gli altri farmaci anche degli anticorpi monoclonali, che parrebbero efficaci contro tutte le varianti del virus. 


E’, pertanto, evidente che il Green pass sia frutto di una gravissima imposizione e prevaricazione politica alla dignità umana e come tale è destinato a soccombere innanzi ai giudizi di legittimità costituzionale,  nonché di fronte alla Corte di Giustizia Europea e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.


I primi segnali di recupero dello Stato di diritto giungono dalla Spagna, ove le Corti di giustizia territoriale hanno bocciato sistematicamente il tentativo politico di introdurre il Green Pass all’italiana, e dalla Gran Bretagna che ha dichiarato di non applicare le Certificazioni verdi COVID-19. In Italia, dopo la fuorviante stagione ferragostana di fantasiosi ricorsi al TAR per improbabili sospensive su atti di contenuto generale, attendiamo fiduciosi i prossimi pronunciamenti dei giudici del lavoro sulla non manifesta infondatezza delle eccezioni di incostituzionalità della normativa emergenziale per violazioni dei principi dello Stato di diritto.

domenica 12 aprile 2020

I giorni della dittatura del virus

Sicuramente è una Pasqua strana, anzi tutto l'ultimo mese è stato molto più che strano. Stiamo vivendo i giorni della dittatura del virus. Nessun regime autoritario è riuscito a fare quello che sta accadendo oggi. Due terzi della popolazione mondiale è stata nel giro di poche settimane privata delle Libertà fondamentali: il diritto alla salute, il diritto alla libertà di movimento, il diritto al lavoro, il diritto a celebrare le festività religiose e i riti religiosi più in generale.

Nel terzo millennio l'umanità, nel suo momento di massima evoluzione tecnologica, è precipitata indietro nel tempo, nel periodo più buio della sua storia, quello della peste.

Ma siamo sicuri che questa situazione sia tutta attribuibile a un semplice virus? Penso proprio di no; i governi ci hanno messo molto del loro e così pure la finanza internazionale la quale ormai condiziona in maniera sempre più evidente i governi.

Negli ultimi 25 anni tutte le regole della politica sono state sotto il diktat delle politiche economiche e monetarie di organismi sovranazionali, quali FMI, BCE, sotto la speculazione delle Agenzie di Rating, sotto la filosofia della globalizzazione del mercato.

Il risultato ora è evidente a tutti: a forza di tagliare presunti costi abbiamo tagliato i servizi essenziali tra i quali la sanità. Tutta l'Europa, anzi tutto il mondo si è trovato impreparato ad affrontare questa pandemia e la conseguente emergenza sanitaria. Tutti scenari peraltro erano stati ampiamente previsti con tanto di piani di emergenza mai resi operativi.

Se alla fine della seconda guerra mondiale venne istituito il Tribunale internazionale di Norimberga per processare i criminali di guerra, in un prossimo futuro, superata la fase della pandemia, più di qualcuno negli alti livelli mondiali sia della politica, sia della finanza dovrà essere chiamato a rispondere del suo operato scriteriato e scellerato, non tanto per l'attuale gestione emergenziale, ma quanto per lo smantellamento nel mondo, in Europa, nonché in Italia dello Stato Sociale e di tutti i servizi, per i quali i comuni mortali sono sono sistematicamente chiamati a contribuire con prelievi importanti dal loro reddito. Fiscalità esosa che impoverisce la popolazione in generale e limita agli imprenditori gli investimenti, nelle attività produttive, obbligando così le grosse aziende a delocalizzare le produzioni in paesi dove non è rispettata la regola principale del convivere civile, che si può sintetizzare nel concetto di democrazia.

Buona Pasqua!