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mercoledì 30 novembre 2022

CORTE COSTITUZIONALE UDIENZA SURREALE SULL'OBBLIGO VACCINALE


Le immagini dell'udienza pubblica tenuta dalla Corte Costituzionale per l'esame della legittimità dell'obbligo del vaccino anti COVID-19 ci hanno riportato indietro nel tempo nel periodo più buio della pandemia: i Carabinieri in servizio nell'aula, i commessi, il personale amministrativo, i giudici, gli avvocati dello Stato tutti con mascherina FFP2.

 Eppure l'emergenza sanitaria è terminata il 31 marzo e l'obbligo di mascherina attualmente è rimasto solo nelle strutture sanitarie. L'uso della mascherina, poi, è consentito ai fragili; è forse possibile che tutto l'apparato della Corte Costituzionale sia fragile? Certo che no! E allora è evidente che ci troviamo in un ambito condizionato, ove probabilmente mancano i presupposti per la serenità del giudizio che è condizione necessaria dell'imparzialità richiesta ad ogni giudice. Oggi si respirava la spiacevole sensazione dell'incompatibilità ambientale ...

Paradossalmente nel sancta sanctorum del diritto si profana lo stesso, tenendo comportamenti in violazione del divieto di mascheramento sancito dall'art. 85 TULPS ... Triste immagine di quello che un tempo era il consesso di massima espressione dello Stato di Diritto!

martedì 1 novembre 2022

FINE DELL' OBBLIGO VACCINALE PER I SANITARI. Necessario ora fare chiarezza a 360 gradi sulla gestione della pandemia

Il neo Governo di centro-destra, che esprime per la prima volta nella storia d'Italia un Presidente del Consiglio donna, Giorgia Meloni, nel suo primo atto normativo ha riportato la sanità italiana alla dovuta normalità post epidemiologica da COVID-19. 

L’art. 7 del Decreto Legge 162 del 31/10/2022 ha posto fine con il 1° novembre al discriminatorio obbligo di vaccinazione a cui dovevano sottostare gli operatori sanitari, nonché gli addetti amministrativi di tali strutture fino alla fine del corrente anno.

Nel giorno dei morti, 2 novembre, resuscita la sanità italiana, che riapre le porte delle sue strutture ai tanti operatori di cui si era privata, paradossalmente nel momento dell'emergenza e dunque della maggiore necessità. 


Con incredibile miopia politica quello che doveva essere il governo dei migliori, dei tecnici guidati da Mario Draghi,  nell'affrontare la guerra pandemica anziché schierare al fronte tutte le sue truppe - nel caso di specie i sanitari - ne ha mandate una parte a casa,  creando non poco disservizio, per usare un eufemismo, alla popolazione; poi con ritardo colpevole ha tentato la sostituzione del personale sospeso con sanitari stranieri non sufficientemente qualificati, con costi abnormi per le casse pubbliche, dal doppio al quintuplo rispetto al personale in ruolo.


Il disastro, creato dall'obbligo vaccinale, nella sanità italiana non finirà purtroppo con la cessazione dell'obbligo vaccinale, ma sarà necessaria anche una profonda revisione dei criteri di sbarramento all’accesso dei percorsi delle professioni sanitarie.  E’, infatti, evidente la sottostima dei numeri del personale sanitario necessario al paese, che ora paga una carenza di personale che sarà destinata ad aumentare ancora nei prossimi anni, poiché la revisione dei meccanismi di accesso all'università, anche se attuati nell'immediato, avranno beneficio solamente dopo il periodo necessario al completamento del percorso di studio delle nuove matricole. 


Se è vero che la maggior parte dei sospesi aspettavano questo momento dell’abolizione dell’obbligo vaccinale per poter riprendere il lavoro e ritrovare la  dignità della retribuzione,  molti tuttavia non rientreranno, vuoi perché amareggiati dal trattamento ricevuto, vuoi perché obbligati per sopravvivere ad approdare ad alternative lavorative, scoperte poi migliori di quelle lasciate. A quanti riterranno di non riprendere il servizio non saranno necessarie le dimissioni, le quali comportano comunque l'obbligo di lavorare il periodo di preavviso, pena la trattenuta retributiva per il periodo equivalente omesso. A costoro sarà, infatti, sufficiente ignorare ogni comunicazione aziendale, attendendo che il datore di lavoro proceda al loro licenziamento. Per rientrare al lavoro non sarà, invece, necessario attendere alcuna comunicazione formale, poiché le modifiche legislative ora introdotte fanno decadere ogni provvedimento sospensivo. Coloro i quali svolgono attività con orario turnante, in assenza di indicazioni aziendali, dovranno comunicare per iscritto al datore di lavoro la loro messa a disponibilità.


L'encomiabile tempestività con cui il Governo Meloni ha affrontato la questione “sanitari obbligo vaccinale” è la probabile causa dell’evidente dimenticanza di intervenire anche sull’articolo 1 bis, comma 1 bis, del D.L. 44/2022,  il quale impone sino al 31/12/2022 l'ignobile e inumano divieto di visita ai degenti delle RSA per coloro i quali non dispongano di certificazione verde covid-19. Sempre l’art. 1 bis, ai commi 1 sexies e 1 sexies.1, impone la medesima restrizione di accesso - possesso di certificazione verde covid-19  - ai visitatori dei reparti di degenza delle strutture ospedaliere. È evidente che tali obblighi, venendo meno l’obbligo vaccinale ai sanitari, non sono più coerenti con il contesto ed è auspicabile che la dimenticanza venga quanto prima rimediata con apposita modifica normativa.

Altro aspetto che dovrà affrontare con altrettanto urgenza il Governo Meloni è l’assurda procedura sanzionatoria avviata Agenzia delle Entrate in applicazione dell’ indiscriminato obbligo vaccinale imposto agli ultracinquantenni dall’articolo 4 sexies del D.L. 44/2021, introdotto dal D.L. 1/2022. Infatti, dopo l'invio della “Comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio” è auspicabile un provvedimento legislativo che blocchi la procedura, al fine di evitare che con la notifica delle sanzioni si inneschino centinaia di migliaia di ricorsi innanzi al Giudice di Pace,  creando così un sovraccarico di tale ufficio giudiziario già in condizioni operative critiche e al limite del collasso.



L’art. 7 del D.L. 162/2022, segna sicuramente il cambio di marcia dello Stato italiano nella gestione della pandemia e degli obblighi vaccinali. Prima, però, di archiviare, tale triste pagina della storia nazionale, dovrà essere fatta chiarezza a 360 gradi sulla gestione della pandemia, per rispetto in primis delle vittime del COVID-19 e della sua sciagurata gestione, nonché per rispetto della scienza e dello Stato di diritto. 

Dovrà essere istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta che faccia luce sui divieti e gli obblighi imposti a colpi di DPCM  e decreti legge, da un potere esecutivo che per due lunghi anni ha sistematicamente violentato la Costituzione e tutte le libertà da essa riconosciute al Popolo, che ha usurpato il potere legislativo del Parlamento, condizionato quello giudiziario della magistratura, operando con l'avallo silente Presidente della Repubblica.


Rimane poi ancora da definire tutta la vicenda delle sospensioni dal lavoro e dei riflessi retributivi e contributivi subiti dalle tante categorie di lavoratori, che nel periodo della pandemia hanno dovuto subire la furia vaccinatrice e sanzionatoria del governo Draghi.

E in proposito un appuntamento importante sarà a fine novembre, quando la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulle tante questioni di legittimità del decreto legge 44/2021 sollevate dai vari Tribunali e TAR. 


Ulteriore strascico dell'infausta epopea vaccinale dovrà poi essere scritto molto probabilmente anche dalla Corte dei Conti rispetto alla gestione del denaro pubblico, impiegato in maniera molto disinvolta nell’effettuare acquisti di presidi sanitari da aziende costituitesi solo qualche giorno prima della commessa milionaria conseguita, distribuito generosamente agli organi di informazione, erogato per l’incentivazione dei medici vaccinatori, speso per assumere operatori sanitari stranieri a gettone,  utilizzato per acquistare importanti stock vaccinali poi lasciati scadere. 


La partita dell'obbligo vaccinale non può dunque dirsi ancora completamente chiusa sino a quando non verranno ricostruite le dinamiche di tale furia vaccinatrice che ha avuto pochi tristi uguali precedenti nella storia dell’umanità.


giovedì 15 settembre 2022

D'Alberti giudice costituzionale, No grazie!

Marco D'alberti, professore emerito di Diritto Amministrativo all’Università La Sapienza di Roma,  è sicuramente giurista di indiscutibile preparazione ed esperienza. La sua grande capacità l’ha portato a ricoprire nel tempo incarichi di altrettanto prestigio e responsabilità; attualmente è Consigliere giuridico della Presidenza del Consiglio, sotto il Governo Draghi, e Consigliere superiore della Banca d’Italia.

Il Presidente della Repubblica l'ha nominato quale neo Giudice Costituzionale in sostituzione del Presidente Giuliano Amato, giunto a scadenza del mandato novennale.
Un giudice costituzionale, oltre a dover essere giuridicamente preparato, deve essere imparziale e scevro da ogni condizionamento. Ma non meno importante è l’immagine di indipendenza che egli deve trasmettere, dovendo stare al di sopra di ogni potenziale sospetto.

Il 29 novembre prossimo la Corte Costituzionale ha calendarizzato l’udienza sulla legittimità o meno dell'obbligo vaccinale imposto dal Governo Draghi, sostenuto dalla più ampia maggioranza della storia Repubblicana, estesa dalla Lega al PD e formata da tutti i partiti presenti in Parlamento con l’esclusione solo di FdI.

Sarebbe non poco imbarazzante per il neo nominato prof. D’Alberti giudicare sulla legittimità costituzionale del D.L. 44/2021 sul quale quasi certamente, in qualità di consulente giuridico del Presidente del Consiglio, sarà intervenuto nella stesura della norma e nelle successive e molteplici sue variazioni. Sul periodo COVID-19 e sulla sua ignobile legislazione d'urgenza, che ha diviso gli italiani  e massacrato la nostra economia, il giudizio costituzionale deve essere il più possibile sereno e scevro da condizionamenti anche solo sospettati.

Al Prof. Marco D’Alberti, al quale non possono non essere riconosciuti i primi 2 requisiti innanzi richiamati - capacità e indipendenza - manca assolutamente e non per sua colpa, ma bensì per il suo brillante cursus professionale, il terzo requisito, quello più visibile al popolo, ossia l’essere al di sopra di ogni sospetto di condizionamento.

Il Prof. D’Alberti proprio in forza della sua capacità e bravura dovrebbe dire al Presidente della Repubblica Italiana, politicamente miope e sordo, no grazie!

domenica 30 gennaio 2022

MATTARELLA BIS: IL BACIO DELLA MORTE ALLA DEMOCRAZIA

La rielezione alla Presidenza della Repubblica del Presidente uscente, l’ottuagenario Mattarella, è il bacio della morte alla democrazia in Italia.

Se in Italia non fossero effettivamente in pericolo lo Stato di Diritto e la democrazia si potrebbe quasi ridere, pensando a solito siparietto politico. Mattarella, infatti dapprima trasloca dal Quirinale, cercando alloggio in affitto a Roma, poi ribadisce a più riprese la sua indisponibilità a un secondo mandato; i partiti - o meglio quel che ne rimane - dichiarano a più riprese che è maturo il tempo per avere una donna al Quirinale. Per ben 7 giorni e altrettante votazioni, non viene raggiunto il quorum sui nomi, che cambiano ad ogni votazione. 

Poi, nell'impasse più totale, la più vasta maggioranza della storia parlamentare italiana, non trovando alcun accordo, ha riesumato Mattarella. E così in assenza di candidati di spessore per il Quirinale, tutti i partiti con la sola eccezione di FdI preferiscono riciclare il Presidente uscente, il quale accetta entusiasta e di buon grado, ergendosi a salvatore della Patria, nonostante in quest'ultimo anno abbia dimenticato - e la senescenza non centra - di essere investito ex art. 87 Cost. del dovere di rappresentare l'unità nazionale, profondamente minata dal Governo Draghi, nonché di aver giurato ex art. 91 Cost. di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione. Mattarella passerà, invece, alla storia per aver consentito la sistematica violazione dei valori, dei principi e dei diritti costituzionali.

L’immagine che risulta a conclusione di questa penosa farsa politica è l'evidenza ennesima dell'inutilità di questo Parlamento che, oltre a non legiferare più essendo diventato luogo di ratifica delle decisioni del Governo, oltre a non riuscire a indicare tra i parlamentari eletti un Presidente del Consiglio (in questa legislatura siamo già al secondo “tecnico”, Conte prima e Draghi ora), oltre a non esprimere una maggioranza politica (il mastice è concludere la legislatura!), ora non è neppure riuscito ad eleggere il Presidente della Repubblica, se non ricorrendo all'ottavo scrutinio a ripescare la carta del Presidente uscente.

Con la rielezione del Mattarella bis la classe politica e i partiti hanno dimostrato tutta la loro incapacità e hanno umiliato per l'ennesima volta la Repubblica Italiana, la quale sarà rappresentata da un presidente di ripiego, essendo evidente che la rielezione, se effettuata con convinta scelta politica, avviene al primo scrutinio e non all’ottavo e neppure con l'apporto determinante di quanti (M5S e Lega) nel settennato precedente ne avevano chiesto la messa in stato di accusa ex art. 90 Cost. per attentato alla Costituzione!

mercoledì 8 dicembre 2021

IL GOLPE BIANCO DI DRAGHI E LA MORTE DELLO STATO DI DIRITTO

Il governo Draghi dal suo insediamento, avvenuto lo scorso febbraio, ha violato reiteratamente la Costituzione, privando molta parte dei cittadini del diritto al lavoro e del diritto ai mezzi di sostentamento; reprimendo la libertà di cure mediche con l'imposizione di terapie mediche continuative in fase sperimentale (autorizzazione condizionata rilasciata dall'EMA); imponendo il ricatto del vaccino per lavorare e partecipare alla vita sociale. 

Il Parlamento nell'anno 2021 ha approvato 202  atti normativi, ma solamente 9 sono riconducibili all'iter parlamentare legislativo delle leggi ordinarie; tutti gli altri atti sono conversioni di provvedimenti emanati dal Governo o delega allo stesso a sostituirsi al Parlamento nella funzione legislativa. Il Parlamento nella storia dell'Italia repubblicana non è mai stato così oltraggiato, espropriandolo dei suoi poteri legislativi al punto di renderlo fisicamente vuoto e politicamente inutile.

Il Presidente della Repubblica somiglia sempre più all'ex Re d'Italia Vittorio Emanuele III, che avallò la fine del parlamentarismo per oltre quattro lustri nell'Italia degli anni venti del secolo scorso.

La magistratura nella sua componente inquirente è totalmente assente dallo scenario politico, nonostante le gravissime violazioni costituzionali sistematicamente perpetrate dall'azione del Governo Draghi.

Il Presidente del Consiglio Draghi, il Ministro della Salute Speranza e il Ministro dell'Interno Lamorgese hanno negli ultimi sei mesi attuato una costante azione di soffocamento della vita sociale, dell'ordinamento democratico e dello Stato di diritto, disseminando – complici asserviti organi di stampa -  terrore e divisione nel popolo italiano.

La scienza è stata commissariata dal potere politico, il quale con il pretesto di un virus - il Sars-Cov2, che provoca la malattia denominata COVID-19 la cui letalità è stimata al doppio della usuale influenza stagionale – ha instaurato un regime incostituzionale di limitazioni dei diritti e delle libertà, subordinandoli al ricatto vaccinale.

L'ultima violenza morale, oltreché costituzionale, del Governo Draghi è stata privare del Natale e delle festività di fine anno gli oltre 7 milioni di italiani, che hanno deciso di non sottostare al ricatto di un vaccino, che lo Stato non ha reso obbligatorio, non volendosi assumere responsabilità risarcitorie, ma a cui condiziona l'accesso ai luoghi di lavoro, alla vita sociale, ai mezzi di trasporti. Con l'ennesimo atto di follia normativa il Governo Draghi ha decretato l'ostracismo sociale dal 6 dicembre al 15 gennaio per i non vaccinati,  ai quali  – in violazione di ogni principio di diritto, nonché della stessa normativa europea relativa ai vaccini contro il COVID-19 – sono preclusi l'accesso a cinema, teatri, locali da ballo, eventi sportivi, nonché ai bar e ai ristoranti, luoghi questi ultimi nei quali, invece, i cani sono ammessi!

Finirà anche questa follia; la storia presenta sempre il conto ai suoi violentatori, è solo una questione di tempo!

sabato 20 novembre 2021

VACCINO ANTI COVID-19: TERZA DOSE E CONTAGI CRESCENTI SONO IL SEGNO DEL FALLIMENTO E L’OMBRA DEL REGIME.

Il lancio della terza dose del vaccino anti COVID-19 è l’evidente dimostrazione che i vaccini non funzionano; non funzionano almeno secondo le aspettative di bloccare la diffusione del virus SARS-CoV2. 

Alla confusione già esistente sul livello di protezione del siero anti COVID-19  si aggiunge ora l'incertezza sulla durata e sulla tipologia dei suoi effetti di “copertura”: inizialmente sull’emotività del momento ipotizzati totali e per sempre, poi fissati in 9 mesi per via legislativa e successivamente in assenza di evidenze scientifiche prolungati a un anno; ora  dopo i dati di OMS, EMA, AIFA - tutt'altro che confortanti - si sta tornando indietro, forse di nuovo a 9 mesi o addirittura a 6 mesi, pur sapendo che i vaccini Johnson & Johnson danno una “copertura” che non raggiunge i 4 mesi. Le informazioni statistiche sulle ospedalizzazioni evidenziano non solo che anche i vaccinati si contagiano, ma che hanno pure complicanze severe.


I dati di queste settimane confermano che il virus circola prevalentemente tra i vaccinati. E’, infatti, evidente che non può essere la minoranza non vaccinata, la quale, vessata dal tampone ogni 48 ore, è la parte di popolazione più controllata ed è altamente improbabile che faccia circolare il virus.


A fronte di una situazione così totalmente incerta e confusa, tipica di un percorso  scientifico in fase sperimentale,  sono assolutamente assenti i presupposti giuridici che consentano in uno “Stato di Diritto” di imporre un trattamento sanitario obbligatorio, qual è l'obbligo vaccinale anti COVID-19, stante la totale assenza di certezze e la parzialità delle informazioni sui potenziali effetti collaterali negativi indesiderati nell'immediato, sul medio e sul lungo termine. Se la “Certificazione Verde COVID-19” vuole avere un senso deve essere estesa a tutta la popolazione, vaccinati inclusi, e deve soprattutto essere gratuita. Ogni differente uso del Green Pass è un abuso di potere con evidenti effetti discriminatori e, molto probabilmente, funzionale a far conseguire alle “big farma” - e non solo - ingenti e spropositati utili economici.


L’Organizzazione Mondiale della Sanità, a fronte della maggior parte della popolazione mondiale priva di possibilità vaccinale frena sulla terza dose, non ritenendola  attualmente necessaria, e mette in guardia sull'ipotesi di  estendere la vaccinazione alla fascia di età 5 - 11 anni.


A fronte dell'attuale quadro di incertezza scientifica l'obbligo vaccinale spinto per via legislativa, è in violazione dei principi costituzionali e dei diritti internazionali dell'uomo e della sua dignità. I Governi che perseguono tale disegno tradiscono i loro popoli, violando la dignità della persona umana.  Quanti con responsabilità di governo perseguono e impongono questo scenario commettono un atto di violenza contro l'umanità e - come già accaduto in passato, ma anche in tempi più recenti nei vicini Balcani - ne dovranno prima o dopo rispondere innanzi a una Corte Internazionale di Giustizia. Il tempo come sempre è galantuomo e la pazienza è la virtù dei forti!

martedì 14 settembre 2021

Green Pass - La variante italiana tra bugie e contraddizioni, attendendo la sua disapplicazione per violazione del diritto europeo e dei principi costituzionali

Il Governo talebano - lapsus: leggasi italiano - ha ulteriormente  aggravato le restrizioni alla libertà di circolazione e alla dignità della persona, estendendo dapprima con il  D.L. 111 del 06/08/2021 anche al personale scolastico dal 1° settembre l’obbligo della Certificazione verde COVID-19, il cosiddetto Green Pass, per poter svolgere la propria attività professionale e ora con il D.L. 122 del 10/09/2021 a chiunque acceda alle scuole dai genitori, ai manutentori, al personale delle refezioni scolastiche.

 

L’obbligo, inoltre, è stato esteso anche alle mense aziendali da una nuova quanto improbabile fonte giuridica, priva di ogni legittimazione costituzionale, quali sono le FAQ pubblicate sul sito del governo. Nella violazione ormai totale di regole e principi giuridici assurgono fantasiosamente a fonte di diritto anche le cosiddette Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ, che sono letteralmente le "domande poste frequentemente". In base a tali anonimi scritti Amministrazioni pubbliche ed aziende private hanno ora  imposto l’obbligo del Green Pass al proprio personale per accedere alle mense aziendali. E’ stata così archiviata e scavalcata la circolare del Ministero dell’Interno del 5 agosto in cui si precisava che per l’accesso alle proprie mense interne non vi era obbligo di Green Pass,   essendo sufficiente il rispetto dei protocolli e delle linee guida per prevenire il contagio. Nel nuovo ordinamento giuridico emergenziale gli atti amministrativi quando servono allo scopo - DPCM - derogano ai principi costituzionale, quando invece sono politicamente disallineati vengono scavalcati da anonimi comunicati WEB.


Le nuove illegittime misure del Governo “Si-Vax” mi inducono a riprendere argomenti già affrontati, nella disamina del D.L. 44/2021, che ha imposto l’obbligo di vaccinazione agli esercenti le professioni medico-sanitarie, e nell’approfondimento del D.L. 105/2021 che ha imposto il Green Pass quale condizione per l'accesso ai servizi di ristorazione e alle attività culturali, sportive e di intrattenimento. Il Green Pass, istituito a livello europeo dal Reg. UE 953/2021, è stato completamente stravolto nell’applicazione italiana, che da funzione di agevolazione negli spostamenti tra Stati l’ha fatto diventare strumento di discriminazione.


Violazione dei principi dello Stato di diritto e deresponsabilizzazione -  A tali nuove discriminazioni, comportanti gravi limitazione alla libertà personale e di circolazione, nonché alla dignità della persona, si addicono tutte le considerazioni giuridiche (violazioni della Costituzione, dei Regolamenti europei, del Codice della Privacy, dei diritti giusnaturali di libertà e dignità della persona umana) già svolte affrontando i precedenti argomenti innanzi richiamati. 

Lo Stato non potendo introdurre un obbligo vaccinale, poiché non vi sono i presupposti di certezza scientifica richiesti dall’art. 32 della Costituzione, così come costantemente richiamati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale nelle sue pronunce in materia di trattamenti sanitari obbligatori, ha imposto ai non vaccinati una serie di pesantissime limitazioni alla loro libertà personale e di circolazione, al loro diritto al lavoro, al loro diritto all’istruzione, ecc.. 

Il Rapporto pubblicato il 13/03/2021 dall'I.S.S. e redatto insieme a Ministero, A.I.FA. e I.N.A.I.L. mette in chiara evidenza la totale sperimentalità dei vaccini e le conseguenti incertezze che li accompagnano. Nel caso dei Vaccini anti COVID-19 le sperimentazioni forniscono dati interlocutori, sommari e non definitivi, e nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione l’introduzione di un obbligo vaccinale non è possibile nemmeno per categorie determinate e circoscritte. E’ appena il caso di sottolineare che le garanzie costituzionali sono generali e non ammettono deroghe.

L’autorizzazione dell’agenzia europea del farmaco (EMA) ai vaccini Anti COVID-19 è “condizionata” (CMA), ossia limitata a un anno con possibilità di rinnovo e attribuisce ai produttori ogni responsabilità del prodotto e del suo uso. A tal proposito va evidenziato che tale principio è stato derogato dai contratti di acquisto sottoscritti dalla UE  e dai vari Stati per l’acquisto dei vaccini, essendo state le case farmaceutiche esonerate da ogni responsabilità risarcitoria per ogni effetto del vaccino. A completare il quadro della deresponsabilizzazione vanno aggiunti gli artt. 3 e 3bis del D.L. 44/2021, che ha introdotto una scriminante per i sanitari che somministrano i vaccini.


Ora più che un'analisi giuridica è forse necessaria un’analisi incentrata sul buonsenso o se si preferisce sul senso logico di tali misure emergenziali - in particolare ora il Green Pass - che hanno decretato la sospensione di diritti, in violazione di principi e norme dell’ordinamento giuridico nazionale, europeo ed internazionale. 

Lasciando in disparte - per questa volta - codici e ragionamenti giuridici, alcuni macro esempi concreti possono forse meglio dimostrare l’assurdità delle norme liberticide e discriminatorie, che impongono il Green Pass nella versione italiana, antitetica allo spirito europeo istitutivo della Certificazione Verde COVID-19.


La bugia dell’ambiente protetto - Il “lasciapassare” come notorio è rilasciato ai soggetti che sono vaccinati, con validità di nove mesi, a coloro che  sono guariti dal COVID-19, con validità sei mesi, a quanti sono risultati negativi al virus da SARS-COV2 al Test del tampone, con validità di 48 ore. La motivazione ufficiale sottostante al “lasciapassare” è garantire ambienti sicuri esenti da virus. La motivazione è assolutamente falsa, in quanto priva di qualsiasi base scientifica. E’, infatti, notorio che sia i vaccinati, sia i guariti  dal COVID-19, pur possedendo gli anticorpi specifici contro l'infezione da Sars-COV 2, possono nuovamente contagiarsi e trasmettere la malattia (v. AIFA, Rapporto I.S.S. del 13/03/2021); gli unici, pertanto, che garantiscono la certezza - per 48 ore - di non essere portatori del virus sono esclusivamente i soggetti sottoposti a tampone. Sarebbe sufficiente già soltanto questa considerazione per far capire la pretestuosità, nonché inutilità dell'imposizione del GreenPass nella formulazione imposta dal governo italiano. 


Le Contraddizioni - Altra contraddizione evidente è la richiesta del Green Pass agli avventori e non a quanti prestino servizio nei settori in cui il “lasciapassare” è condizione di accesso;  è evidente che il personale delle strutture di ristorazione, degli impianti sportivi,  dei siti museali  possono essere potenziali portatori del virus, con il quale contagiare i soggetti muniti di Green pass, stante che lo stesso non dà ovviamente alcuna garanzia di immunità al contagio. Il Green Pass, inoltre, non è richiesto per salire sull’affollatissimo trasporto pubblico locale (bus, tram, metropolitana), che in un anno e mezzo di pandemia non è stato oggetto di nessun intervento di potenziamento;  medesimo destino e altrettanto ignorati i posti letto delle terapie Intensive, che dopo vent'anni di tagli non hanno avuto in questo anno e mezzo i necessari potenziamenti richiesti dalla situazione emergenziale. L’onere di combattere l’emergenza sanitaria in sintesi è stato addossato esclusivamente sulle spalle dei cittadini e delle imprese, a costoro è stato chiesto di chiudere le attività, di restare a casa, di mantenere il distanziamento interpersonale, di rinunciare agli affetti, di sospendere la libertà di professare la propria religione, ecc..


Altro esempio lampante delle contraddizioni del Green Pass è la presunta introduzione del suo obbligo per accedere alle mense aziendali, dove si ritrovano gomito a gomito i colleghi, che lavorano nel medesimo reparto, nel medesimo ufficio o che condividono il medesimo automezzo, essendo di però poi loro precluso l'accesso al servizio di mensa. Il Green Pass serve solo per accedere alla mensa e non è richiesto per espletare l’attività lavorativa, eccezion fatta per l’illegittima imposizione introdotta dal D.L. 111/2021 e dal D.L. 122/2021 nel comparto scolastico. E per rimanere nelle contraddizioni più evidenti il Green Pass non è necessario per le accedere al Parlamento italiano, dove l’assembramento nelle aule di Camera e Senato, nonché delle Commissioni è notorio! 


Il Green Pass è pure preteso per gli studenti universitari, anche quando non vi è obbligo di frequenza!


E poi chi non ricorda che nelle zone in area gialla il servizio di bar poteva essere svolto solo al tavolo, essendo precluso al bancone, che ora, invece, è consentito per coloro i quali non dispongono del Green Pass, essendo loro precluso il servizio al tavolo! E poi ancora, chiusi da un anno i locali da ballo, ove sembra ben difficile mantenere la distanza interpersonale minima di un metro, ma piazze gremite per festeggiare la vittoria degli azzurri agli europei di calcio, per non parlare della calca sulle spiagge o sul trasporto pubblico urbano.


Queste le contraddizioni più macroscopiche, tra le tante altre che ognuno può rilevare, in questa folle assurdità del Green Pass nella variante italiana.


La discriminazione - Il Green Pass, così come riformulato dall’Italia e dalla Francia, è uno strumento illegittimo ed illecito di discriminazione e penalizzazione utilizzato per indurre i cittadini a vaccinarsi, non potendo i governi imporre un obbligo di legge per la vaccinazione anti COVID-19, stante il carattere di sperimentalità dei vaccini stessi. Il Green Pass con un falso scientifico di fondo mira a dividere in due la popolazione,  dando l'illusione ai suoi detentori di possedere un “lasciapassare” - a scadenza - e di rientrare in una categoria di virtuosi minacciata da quella parte di popolazione che esprime in coscienza e libertà il diritto di non sottoporsi ad una sperimentazione di cui non si conoscono, né la durata della copertura, né la rispondenza alle varianti del virus già in circolazione, né gli esiti e le conseguenze nel futuro. Eloquenti in proposito le informazioni contenute nella nota informativa al vaccino  “non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza”.


È ancora più grave, in conclusione, è che tutto ciò avvenga non solo violando i già sopra richiamati principi del diritto, ma anche ignorando che le agenzie del farmaco - l’’EMA europea e poi l’AIFA italiana -  abbiano dal 7 di agosto definito i nuovi protocolli di cura per il virus Sars COV 2,  dando di fatto una alternativa alla vaccinazione per combattere l'insorgenza della malattia COVID-19 con l’utilizzo tra gli altri farmaci anche degli anticorpi monoclonali, che parrebbero efficaci contro tutte le varianti del virus. 


E’, pertanto, evidente che il Green pass sia frutto di una gravissima imposizione e prevaricazione politica alla dignità umana e come tale è destinato a soccombere innanzi ai giudizi di legittimità costituzionale,  nonché di fronte alla Corte di Giustizia Europea e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.


I primi segnali di recupero dello Stato di diritto giungono dalla Spagna, ove le Corti di giustizia territoriale hanno bocciato sistematicamente il tentativo politico di introdurre il Green Pass all’italiana, e dalla Gran Bretagna che ha dichiarato di non applicare le Certificazioni verdi COVID-19. In Italia, dopo la fuorviante stagione ferragostana di fantasiosi ricorsi al TAR per improbabili sospensive su atti di contenuto generale, attendiamo fiduciosi i prossimi pronunciamenti dei giudici del lavoro sulla non manifesta infondatezza delle eccezioni di incostituzionalità della normativa emergenziale per violazioni dei principi dello Stato di diritto.